(ANSA) - Parte da Costa d’Avorio, Camerun, Nigeria e Honduras il progetto che vede di nuovo uniti i due pionieri della ricerca sull’Aids, Robert Gallo e Luc Montagnier.
Il duplice obiettivo e’ rendere accessibili le cure contro l’Aids ai Paesi in via di sviluppo e mettere a punto un vaccino preventivo.
Il progetto, voluto dall’Unesco e promosso dalla Fondazione mondiale per la ricerca e la prevenzione dell’Aidspresieduta da Montagnier, viene presentato questa mattina a Roma, nell’università di Tor Vergata, nel convegno organizzato dall’università in collaborazione con Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) e Unesco.
"l’accordo tra Gallo e Montagnier - ha detto il segretario generale della Fondazione, Pierluigi Vagliani - tende a promuovere la cooperazione in progetti comuni promossi in Costa d’Avorio, Honduras, Camerun, Nigeria e probabilmente anche la Cina".
Il primo obiettivo e’ rendere accessibili le attuali cure contro l’Aids, i cui costi sono insostenibili per le popolazioni dei paesi in via di sviluppo.
"Oggi nel mondo - ha detto Vagliani - queste cure sono accessibili ad appena il 5% dei malati di Aids. Ridurre i costi non basta, perche’ resterebbero sempre troppo alti per il potere d’acquisto degli abitanti dei Paesi in via di sviluppo".
Si punta allora ad affiancare le terapie attuali con rimedi complementari derivati dalla medicina tradizionale che agiscono rafforzando il sistema immunitario.
"Ad esempio - ha detto - in Costa d’Avorio la popolazione utilizza un estratto di papaja per rafforzare le difese dell’organismo e si sta studiando la possibilità di affiancare questo rimedio ai farmaci anti-Aids allo scopo di ridurre ulteriormente il costo della cura e renderla cosi’ accessibile a un maggior numero di malati".
l’altra grande scommessa del progetto e’ il vaccino preventivo. "E’ un obiettivo molto piu’ lontano nel tempo - ha detto vagliani - e che richiede una grandissima collaborazione. Sono allo studio strade diverse". Ed e’ all’insegna della ricerca sul vaccino che Gallo e Montagnier hanno deciso di tornare a collaborare. "Gallo e Montagnier - ha osservato Vagliani - vogliono dare un segnale di collaborazione scientifica oggi necessaria per fare avanzare la ricerca. Bisogna che il mondo scientifico trovi una strada per collaborare anche con i ricercatori dei Paesi in via di sviluppo.
In questi paesi lavorano ricercatori validissimi: bisogna fare in modo che anche loro diventino protaginisti della ricerca". Sono tre i compiti delle circa 25 persone che attualmente lavorano in ciascuno dei quattro centri finora coinvolti nel progetto: lavorare sul fronte delle cure, per renderle meno costose; puntare a campagne di formazione e informazione per diffondere la prevenzione in modo capillare e con il contributo di sieropositivi e malati; favorire la ricerca sul vaccino.
I finanziamenti sono al momento in gran parte privati e provengono da raccolte di fondi promosse in Italia e Stati Uniti con trasmissioni televisive e concerti.
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