Pharma-Planta, è il primo grande progetto internazionale di questo tipo e svilupperà la nuova tecnologia fino a giungere alla sperimentazione clinica. “L’approccio multidisciplinare”, dice Mario Pezzotti dell’università di Verona, “consentirà di affrontare tutti gli aspetti della sperimentazione connessi all’impiego di piante geneticamente modificate, con particolare riguardo alla sicurezza ambientale e umana”.
Una grande sfida, insomma, anche tecnologica, che implica un notevole impegno. “Infatti, mentre la produzione di molecole farmacologiche in altri sistemi biologici geneticamente modificati è ben consolidata e documentata”, spiega il tedesco Rainer Fischer, dell’Istituto Fraunhofer di Aquisgrana, che del consorzio è il coordinatore amministrativo, “non ci sono dati sullo stesso tipo di processo produttivo nelle piante”.
“Il contributo italiano è significativo”, interviene Benvenuto dell’Enea. “Il gruppo di Verona e il nostro coordinano, rispettivamente, le ricerche che riguardano una proteina umana per la prevenzione del diabete mellito autoimmune e una delle molecole per la produzione di un vaccino contro l’Aids”... (continua)
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