AFRICA: Circa 500 membri fra capi di stato, ambasciatori, dirigenti di chiese, esperti di libertà religiosa si sono incontrati in Africa del sud dal 27 febbraio al 1 marzo u.s., in occasione del sesto Congresso Mondiale dell’Associazione Internazionale della Libertà Religiosa (IRLA).
Paul Ratsara, presidente dell’IRLA nel Sudafrica, dando il benvenuto ai partecipanti, fra i quali vi era anche Nelson Mandela, ha detto: “Essi erano sotto il giogo dell’umana oppressione ma erano liberi perché la loro anima era libera. Tutte le sofferenze inflitte sono servite soltanto a rafforzare la loro lotta contro l’oppressore. La vostra presenza oggi in mezzo a noi - ha aggiunto - è la prova della vostra dedizione alla salvaguardia di tutti i diritti umani. Noi siamo qui per affermare la nostra convinzione che la libertà religiosa è un diritto dato da Dio in materia religiosa. Questa libertà è la pietra angolare che garantisce i diritti e la libertà di ogni cittadino”.
Il segretario generale dell’IRLA, John Graz, ha dichiarato: “Fintantochè non sarà rispettato il diritto di scegliere la propria credenza religiosa, fintantochè degli innocenti saranno perseguitati e privati della libertà di credere e seguire la loro fede, sarà necessario avere dei congressi come questo”.
Graz ha aggiunto: “La nostra venuta a Città del Capo non cambierà le cose nel mondo da un giorno all’altro ma dimostrerà al mondo intero che la discriminazione e le persecuzioni sono evitabili. Vi sono nel mondo persone di diverse denominazioni religiose, che vogliono dimostrare che le differenze possono essere gestite in maniera diversa. Molti partecipanti sono intervenuti per promuovere la pace e la giustizia attraverso la libertà religiosa per tutti e ovunque”.
A sua volta Denton Lotz, presidente mondiale dell’IRLA ha sottolineato: “Il nostro obiettivo non è soltanto la co-esistenza sul pianeta terra ma soprattutto poter garantire ad ogni essere umano, soprattutto ai poveri e agli oppressi il diritto alla vita. Questa è la ragione del nostro incontro”.
L’argomento all’ordine del giorno era: “Solidarietà religiosa e razziale. L’esperienza del Sudafrica”. Fra i relatori vi erano: Nokuzola Mndende, rappresentante delle religioni tradizionali africane; Aslam Fataaz, ex presidente del movimento giovanile musulmano del Sudafrica; Ela Gandhi, pronipote del Mahatma Gandhi e presidente onoraria della Conferenza mondiale sulla pace e la religione; il dr. Monzegi Guma della Commissione dei diritti culturali, religiosi e linguistici; e John Oliver sacerdote anglicano, responsabile delle iniziative interreligiose di Città del Capo. Essi hanno parlato delle loro esperienze nella lotta all’apartheid, dello sviluppo dell’armonia religiosa e dei diritti umani nella nuova società del Sudafrica. Per maggiori informazioni: www.irla.org
Adn/Ann
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