Le reazioni dei ricercatori alla legge sul trasferimento nucleare

La legge darà un'enorme tranquillità ai ricercatori

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Spagna: ADUC. Gli studiosi spagnoli che lavorano in ambito delle cellule staminali hanno accolto con ottimismo l’approvazione della nuova legge che permetterà di lavorare entro "una cornice di garanzie", per loro e per i pazienti. Secondo Agustin Zapata, direttore del Banco Nacional de Lineas Celulares, la nuova norma è "imprescindibile", tanto per chiarire e definire tutto quello che ha a che fare con la biomedicina, quanto per stimolare la ricerca in questo settore. "È l’unica legge da molti anni concernente i temi della sperimentazione. E tratta di un tema molto importante, la biomedicina, che assorbe una grande percentuale della ricerca che si fa, non solo in Spagna, ma in tutto il mondo", sottolinea l’esperto. Con lui concordano Carlos Martinez, massimo responsabile del CSIC, e Pablo Menendez, direttore del Banco Andaluz de Celulas Madre, per i quali la legge "garantisce i diritti dei soggetti della sperimentazione e anche quelli dei ricercatori". "Darà una tranquillità enorme al ricercatore, ma anche al donatore, il quale saprà in ogni momento che si sta rispettando la legalità ".

Secondo Carlos Martinez, il testo allinea la Spagna ad altri Paesi europei in materia di ricerca con cellule staminali, "e lo fa mediante criteri molto garantisti, che, per esempio, proibiscono tassativamente la creazione di embrioni a scopo scientifico". In effetti, Martinez ritiene che se anzichè chiamarsi clonazione terapeutica, la nuova tecnica autorizzata dalla legge fosse definita trasferimento nucleare, sparirebbero i dubbi e i timori legati alla parola clonazione. "Importante è evitare fondamentalismi". Secondo quanto spiega Zapata, che ha partecipato all’elaborazione della normativa, "sebbene alcuni gruppi politici abbiano espresso alcune reticenze, questa è una legge abbastanza condivisa e, soprattutto, molto discussa". "È una legge di garanzie che non obbliga niente. Ha un significato positivo e consentirà , sotto controlli etici e giuridici, che la sperimentazione scientifica proceda e che chi desidera sperimentare possa farlo", aggiunge. Menendez nota che la nuova legislazione "promuoverà la ricerca scientifica nel nostro paese" e permetterà che la conoscenza e la scienza avanzino giacchè" la legge non è stata fatta per un partito politico o un altro, bensì per i ricercatori e la società ".

Carlos Martinez evidenzia tre aree in cui la legge consentirà d'avanzare sul terreno della medicina rigenerativa. Da un lato, la differenziazione di cellule staminali produrrà tessuti e organi che il paziente necessita, senza rischio di rigetto nè problemi di compatibilità , grazie all’attivazione di ovociti mediante trasferimento nucleare. Sebbene questo si', con cautela: "Stiamo solo iniziando a comprendere i meccanismi di questa differenziazione controllata e ci vorrà del tempo per poterla usare".

In secondo luogo, ribadisce il progresso presentato appena una settimana fa, volto ad ottenere cellule staminali partendo da cellule della pelle, che Martinez considera "un progresso assolutamente straordinario". E sebbene per ora sia stato ottenuto solo sui topi, in seguito la legge permetterà di continuare a ricercare e a controllare i meccanismi di questo processo per cui, quando si potrà riprodurlo in esseri umani, lo si potrà fare in "condizioni d'assoluta sicurezza". Infine, il presidente del Consiglio spiega che il nuovo quadro legislativo permetterà di studiare il programma genetico di rigenerazione di tessuti del proprio organismo. Un meccanismo che l’essere umano ha perso, diversamente da altre specie (come le lucertole o le stelle marine) e che permetterebbe all’organismo di rigenerare, in situ e con i propri mezzi, tessuti e organi danneggiati. "Si tratta di concetti molto moderni", ammette, "che ancora dieci anni fa non sembrava potessimo riuscire a trattare".

Agustin Zapata frena un po’. Benchè la legge situi la Spagna ai livelli di ricerca di Paesi come Svezia e Gran Bretagna, è necessario che le sperimentazioni siano finanziate. "La legge dovrà essere accompagnata da denaro, denaro e denaro". È fondamentale, sia per gli studi sulle cellule embrionali sia su quelle adulte. Importante è proseguire, agevolare l’apertura di nuove vie e, quindi, i finanziamenti sono imprescindibili". A mo' di riassunto, il direttore della Banca andalusa di cellule staminali ribadisce che la nuova legge permetterà di articolare e ottimizzare tutti i mezzi di ricerca e, soprattutto, di favorire la ripresa dell’attività dei diversi lavori sulle cellule staminali. "Non si può porre un freno allo sviluppo. È importante, perché la ricchezza di un paese parte dalla scienza".

Rosa a Marca