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UNHCR: Come si diventa apolidi?

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Mai più apolidia: una sfida per il 2024 Per porre fine all’apolidia entro il 2024 l’UNHCR, Agenzia ONU per i Rifugiati, ha lanciato la campagna #IBelong

L’apolidia è la condizione di un individuo che nessuno Stato considera come suo cittadino e al quale, di conseguenza, non viene riconosciuto il diritto fondamentale alla nazionalità né assicurato il godimento dei diritti ad essa correlati

La condizione di apolidia è indipendente dalla volontà dell’individuo, e può essere determinata principalmente dalle circostanze seguenti:

  • Se si è figli di apolidi o se si è impossibilitati a ereditare la cittadinanza dei genitori;
  • Se si è parte di un gruppo sociale cui è negata la cittadinanza sulla base di una discriminazione;
  • Se si è profughi a seguito di guerre o occupazioni militari;
  • Per motivi burocratici, se lo Stato di cui si era cittadini si è dissolto e ha dato vita a nuove entità nazionali (ex URSS, ex Jugoslavia…);
  • Per conflitti nella legislazione tra Stati.

Mai più apolidia: una sfida per il 2024

Per porre fine all’apolidia entro il 2024 l’UNHCR, Agenzia ONU per i Rifugiati, ha lanciato la campagna #IBelong. A spiegare le motivazioni, le parole dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati Filippo Grandi: Invisibile è il termine più comunemente usato per descrivere cosa si prova a vivere senza nazionalità. Per i bambini e i giovani che vivono in situazioni di apolidia, essere ‘invisibili’ significa dover rinunciare a un’istruzione, essere emarginati nel parco giochi, non poter ricevere cure mediche, essere privi di opportunità di lavoro e non poter far sentire la propria voce.

VISITA LA PAGINA DEDICATA: https://www.unhcr.org/ibelong/