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Psicofarmaci ai minori: in dieci anni raddoppiate le prescrizioni in Italia

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Nel giro di un decennio l'Italia ha registrato un raddoppio delle prescrizioni di psicofarmaci a bambini e adolescenti. Lo certifica il Rapporto OsMed 2024 dell'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), presentato a Roma il 9 novembre 2025. I numeri parlano chiaro: dallo 0,26% del 2016 allo 0,57% del 2024. Significa che oggi un minore ogni 175 riceve una prescrizione di farmaci per la salute mentale.

Il consumo complessivo è passato da 20,6 a 59,3 confezioni ogni mille bambini. Un incremento del 188% che non può passare inosservato. Nel solo ultimo anno, le prescrizioni sono cresciute del 9,3% rispetto al 2023. La tendenza si concentra soprattutto nella fascia adolescenziale: tra i 12 e i 17 anni il dato raggiunge quota 129,1 confezioni per mille ragazzi, con una prevalenza dell'1,17%. Praticamente uno su cento.

Raddoppio delle prescrizioni di psicofarmaci ai minori italiani dal 2016 al 2024 con accelerazione post-pandemia: prevalenza passata da 0,26% a 0,57%, consumo da 20,6 a 59,3 confezioni per 1000 bambini

Gli antipsicotici guidano il consumo

Analizzando le categorie terapeutiche emerge un quadro articolato. Gli antipsicotici guidano la classifica con una prevalenza dello 0,32% e 30,2 confezioni per mille bambini, in crescita dell'8,6% rispetto al 2023. Seguono gli antidepressivi con lo 0,23% di prevalenza e 17,4 confezioni, sostanzialmente stabili (+0,1%). I farmaci per l'ADHD si fermano allo 0,13% ma segnano l'impennata più forte: +24,9% in un anno, arrivando a 11,7 confezioni per mille bambini.

Tra i principi attivi più prescritti svetta l'aripiprazolo, antipsicotico autorizzato per il trattamento della schizofrenia e degli episodi maniacali nei ragazzi dai 13 anni in su, con 13,5 confezioni per mille bambini e una prevalenza dello 0,15%. Subito dietro c'è il metilfenidato, psicostimolante indicato nell'ADHD dai 6 anni: 11,6 confezioni per mille bambini. Terza posizione per la sertralina, antidepressivo SSRI usato contro il disturbo ossessivo-compulsivo, con 9,9 confezioni. Tutti e tre hanno registrato incrementi rispetto all'anno precedente.

Il metilfenidato nel 2024 è salito al 27esimo posto tra i farmaci a maggior consumo nella popolazione pediatrica italiana, guadagnando tre posizioni rispetto al 2023. Un segnale inequivocabile dell'importanza crescente del trattamento farmacologico per l'ADHD.

Distribuzione delle prescrizioni di psicofarmaci per categoria nel 2024: gli antipsicotici guidano il consumo, mentre i farmaci ADHD mostrano l'incremento più forte (+24,9%)

Un Paese a due velocità

Le prescrizioni non sono distribuite in modo omogeneo sul territorio. La Sardegna registra il valore più elevato: 94,3 confezioni per mille bambini, con una prevalenza dello 0,82%. All'opposto la Basilicata, con 34,7 confezioni e una prevalenza dello 0,37%. In termini di crescita annua, la Calabria segna l'incremento percentuale più marcato rispetto al 2023 (+18,8%), mentre la Basilicata quello più contenuto (+1,8%).

La Valle d'Aosta è l'unica regione che mostra una riduzione dell'utilizzo (-9,0%). L'Umbria, al contrario, registra l'aumento più significativo (+14,5%). Complessivamente le regioni del Nord presentano prevalenze e consumi superiori rispetto al Centro-Sud, anche se proprio nel Meridione si osservano gli incrementi relativi più elevati.

Queste differenze territoriali riflettono probabilmente le disomogeneità nella rete dei Servizi di Neuropsichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza (NPIA), che influenzano sia la presa in carico dei pazienti che i percorsi diagnostico-terapeutici.

Calabria guida la crescita (+18,8%), seguita da Sardegna (+15,2%) e Umbria (+14,5%). Valle d'Aosta è l'eccezione (-9,0%). Tutte le altre regioni mostrano crescita dai 4,2% a 13,5%

Punti salienti visivi:

  • 🔴 Calabria (rossa): +18,8% = crescita più veloce del paese
  • 🔴 Sardegna: +15,2%
  • 🔴 Umbria: +14,5%
  • 🟢 Valle d'Aosta (verde): -9,0% = UNICA regione in calo

Tutti gli altri: crescita tra 4,2% e 13,5% (rosso = allerta).

Maschi e femmine: trattamenti diversi

Le prescrizioni evidenziano marcate differenze di genere. Il metilfenidato viene prescritto ai maschi con un rapporto di 5 a 1 rispetto alle femmine. Il risperidone, altro antipsicotico, segna un rapporto di 3 a 1. L'acido valproico, stabilizzatore dell'umore, ha un utilizzo doppio nei maschi. Questo dato è coerente con l'epidemiologia: disturbi come l'ADHD e il disturbo della condotta colpiscono prevalentemente i maschi.

Per l'acido valproico la cautela nelle prescrizioni alle donne in età fertile è legata al rischio teratogeno documentato, che ne limita l'uso per evitare problemi in caso di gravidanza.

Disparità di genere: metilfenidato 5:1 maschi/femmine, risperidone 3:1, antidepressivi SSRI prevalenza femminile. Pattern riflette epidemiologia ADHD/disturbi condotta nei maschi vs depressione/ansia nelle femmine

L'Italia resta prudente nel confronto internazionale

Nonostante il raddoppio, l'Italia mantiene livelli di prescrizione significativamente inferiori rispetto ad altri Paesi. In Francia la prevalenza è dell'1,61%, negli Stati Uniti oscilla tra il 24,7% e il 26,3%. Significa che l'approccio italiano rimane relativamente cauto nel ricorso alla farmacoterapia in età evolutiva.

Il Rapporto OsMed sottolinea che già nel 2020, durante la pandemia, la prevalenza era salita a 3 casi per mille bambini. L'emergenza sanitaria ha avuto un impatto reale e misurabile sulla salute mentale dei giovani, come dimostrano anche i dati internazionali. Negli Stati Uniti la percentuale di giovani con prescrizioni di farmaci psicotropi è arrivata al 36,9% ad aprile 2020. In Australia la prevalenza è passata da 33,8 a 60,0 per mille bambini tra il 2013 e il 2021.

Farmaci sì, ma non solo

L'Aifa richiama l'importanza di un approccio multimodale e multidisciplinare. La terapia farmacologica deve essere considerata parte di un insieme più ampio di interventi, che includa anche approcci psicosociali e comportamentali. Le linee guida nazionali ed europee sono chiare: il metilfenidato va prescritto solo quando gli interventi psicosociali si siano dimostrati insufficienti.

La prescrizione richiede il controllo di un Centro di riferimento regionale e la supervisione di un neuropsichiatra dell'infanzia e dell'adolescenza, attraverso un Piano Terapeutico specifico. Non si tratta quindi di una scelta farmacologica isolata, ma di una componente integrata in un percorso di cura più articolato.

Circa 4,6 milioni di bambini e adolescenti in Italia hanno ricevuto almeno una prescrizione farmaceutica nel 2024, equivalente al 50,9% della popolazione pediatrica. Gli psicofarmaci rappresentano tuttavia solo l'1% del consumo totale di farmaci in età pediatrica, nonostante l'aumento registrato. Le categorie prevalenti rimangono gli anti-infettivi sistemici, i farmaci per l'apparato respiratorio e i preparati ormonali sistemici.

Una spesa che cresce

Nel 2024 la spesa farmaceutica totale in Italia ha raggiunto 37,2 miliardi di euro, con un incremento del 2,8% rispetto all'anno precedente. L'aumento nell'utilizzo di psicofarmaci contribuisce a questo trend, evidenziando la crescente rilevanza della salute mentale pediatrica nella programmazione sanitaria.

Il raddoppio delle prescrizioni in un decennio solleva interrogativi importanti. Da un lato segnala una maggiore consapevolezza e diagnosi precoce dei disturbi neuropsichiatrici. Dall'altro pone questioni sulla appropriatezza prescrittiva e sulla necessità di rafforzare i servizi territoriali. Resta da capire se il fenomeno rappresenti un campanello d'allarme o semplicemente il riconoscimento di un bisogno clinico a lungo trascurato.

Una generazione a rischio tra opportunità terapeutica e preoccupazione clinica

Il raddoppio delle prescrizioni di psicofarmaci in dieci anni rappresenta un cambio paradigmatico nella gestione della salute mentale pediatrica italiana, ma solleva interrogativi complessi e inquietanti che non possono essere ignorati. Se da un lato il riconoscimento clinico dei disturbi neuropsichiatrici in età evolutiva rappresenta un progresso essenziale verso una medicina più consapevole e attenta, dall'altro il fenomeno nasconde dinamiche preoccupanti che meritano attenzione critica e riflessione etica profonda.

Il problema della farmacodipendenza e della continuum biologico. La questione centrale non è semplice: un bambino che riceve psicofarmaci oggi avrà difficoltà a "disintossicarsi" negli anni successivi? I dati mostrano che nel 2024 circa 51.000 minori italiani ricevono queste prescrizioni, ma la letteratura internazionale rileva tassi di persistenza al trattamento oscillanti tra il 45-65% anche a distanza di anni. Significa che la maggior parte dei minori trattati proseguirà la terapia farmacologica anche in età adulta. Quali saranno le conseguenze neurobiologiche di un'esposizione prolungata? Sappiamo che gli psicofarmaci modificano la plasticità sinaptica e la neurogenesi, processi critici durante l'adolescenza. Il rischio di sviluppare una dipendenza psicologica – se non biologica – è reale: il giovane può imparare che "il farmaco risolve il problema" invece di sviluppare resilienza e strategie di coping autonome.

L'impatto sulla salute psicologica e lo sviluppo dell'identità. Un adolescente che assume antipsicotici o antidepressivi per anni sviluppa una relazione compromessa con il proprio corpo e la propria mente. Si crea un'associazione cognitiva problematica: "Io sono malato/disfunzionale e ho bisogno di farmaci per essere normale." Questo messaggio è devastante proprio durante gli anni cruciali della formazione dell'identità. La ricerca psicologica documenta che i giovani in trattamento psicofarmacologico prolungato presentano tassi più elevati di:

  • Stigma interiorizzato: senso di diversità, inferiorità, difficoltà relazionali
  • Bassa autoefficacia: ridotta fiducia nelle proprie capacità di risolvere problemi autonomamente
  • Dipendenza dal sistema medico: impossibilità psicologica di "staccarsi" dalla farmacoterapia anche quando clinicamente indicato

Il costo dello sviluppo neurologico compromesso. Il cervello adolescenziale (12-25 anni) è ancora in fase critica di sviluppo, specialmente le aree prefrontali implicate nel giudizio, nella pianificazione e nell'autoregolazione emotiva. L'esposizione prolungata agli antipsicotici (che bloccano la dopamina), agli antidepressivi (che modificano la serotonina), e ai farmaci ADHD (che aumentano la disponibilità di catecolamine) durante questi anni chiave potrebbe danneggiare il normale percorso di maturazione neurologica. Il Rapporto OsMed non affronta questa questione, ma la letteratura neuroscientifica suggerisce rischi reali: atrofia prefrontale, ridotta capacità di adattamento emotivo, disfunzione dei circuiti della ricompensa.

La trasformazione involontaria in "pazienti cronici". Nel 2024, il metilfenidato è salito al 27esimo posto tra i farmaci pediatrici più prescritti, guadagnando tre posizioni in un anno. Questo significa che centinaia di bambini continuano le prescrizioni ADHD ogni anno. Quanti di loro riceveranno la stessa diagnosi e lo stesso trattamento a 18, 25, 30 anni? Il rischio è quello di una "medicalizzazione della normalità adolescenziale": comportamenti difficili ma normali (iperattività, impulsività, tristezza) vengono reinterpretati come patologie che richiedono interventi farmacologici permanenti. La conseguenza è la creazione di una generazione di "pazienti cronici" che dipendono dal sistema sanitario per la loro stessa esistenza.

Il silenzio dei dati sulla sospensione e la ricaduta. Un dato cruciale è assente dal Rapporto OsMed: quanti minori che hanno iniziato psicofarmaci in età pediatrica li sospendono spontaneamente o per indicazione clinica? E di quanti di loro si verificano ricadute? Le evidenze internazionali suggeriscono che le ricadute sono frequenti, fino al 60-80% nei pazienti con episodi depressivi ricorrenti o psicosi. Questo crea un ciclo perpetuo: il giovane inizia a 12 anni, continua fino a 20, sperimenta una ricaduta alla sospensione, riprende il farmaco, e così via. Una generazione rimane intrappolata in un'alternanza di farmaco/ricaduta per decenni.

La salute psicologica oltre la farmacoterapia: cosa manca? Il Rapporto OsMed sottolinea (giustamente) che la "terapia multimodale" è lo standard di cura. Tuttavia, la realtà italiana rivela enormi divari regionali: Sardegna vs Basilicata (94,3 vs 34,7 confezioni per 1000 bambini). Questo non riflette diversi profili epidemiologici reali – i disturbi mentali non sono tre volte più frequenti in Sardegna – ma disomogeneità nel sistema NPIA. Significa che migliaia di adolescenti meridionali affetti da depressione clinica non ricevono alcun trattamento, mentre in altri territori il ricorso farmacologico è eccessivo. La vera crisi non è la farmacoterapia, ma l'assenza di servizi psicologici, psicosociali e educativi adeguati: psicoterapeuti scolastici, gruppi di supporto, programmi di resilienza, mentoring. L'Italia sceglie di affidarsi ai farmaci – più economici e "semplici" – sacrificando interventi che potrebbero effettivamente risolvere i problemi di fondo.

L'eredità generazionale: cosa sapranno fare questi adulti? Un bambino che riceve antidepressivi per cinque anni, antipsicotici per tre, farmaci ADHD per quattordici anni – come imparerà a gestire le emozioni difficili, il dolore, lo stress, le relazioni conflittuali? Come svilupperà l'intelligenza emotiva, la frustrazione tolerance, la capacità di chiedere aiuto psicologico (non farmacologico)? Il rischio antropologico è profondo: una generazione di adulti che non sa come funzionare senza farmaci, che non ha mai sperimentato il processo naturale di soffrire, imparare, crescere, resilire. Diventando genitori, trasmetteranno ai propri figli il messaggio che i problemi psicologici si risolvono con le pillole, creando un ciclo intergenerazionale di medicalizzazione.

La necessità di un'inversione di rotta etica e clinica. I dati del 2024 rappresentano un momento critico. L'Italia ha due scelte: continuare il trend di prescrizioni crescenti (raggiungendo nel 2030 tassi dello 0,8-1,0%, più vicini all'Europa), oppure fare un passo indietro e investire massicciamente in prevenzione, educazione emotiva, psicoterapia, servizi di supporto psicosociale. La seconda opzione richiederebbe uno sforzo politico e finanziario notevole – risorse che il nostro sistema sanitario non è abituato a investire nella salute mentale – ma i benefici sarebbero incommensurabilmente superiori: giovani adulti psicologicamente competenti, autonomi, capaci di resilienza genuina, non dipendenti dal sistema medico per sopravvivere emotivamente.

Conclusione inquietante: tra dieci anni, sapremo se questa generazione di bambini e adolescenti trattati farmacologicamente avrà sviluppato una salute mentale autentica o se avrà solo imparato a stare male in modo più silenzioso, medicalizzato, controllato. La vera domanda non è "hanno ricevuto i farmaci giusti?", ma "abbiamo sacrificato la loro autonomia psicologica sull'altare della farmacoterapia?"

Appello al Parlamento: Protezione dei Minori da Medicalizzazione Forzata

Mentre i dati del Rapporto OsMed 2024 certificano il raddoppio delle prescrizioni di psicofarmaci ai minori italiani, rimane cristallizzato in Parlamento un documento cruciale: la proposta di legge del 2008 sulla disciplina dell'impiego di farmaci psicotropi per la cura dei bambini e degli adolescenti, ferma da 17 anni senza approvazione.

Questa legge è prioritaria non per ragioni di "efficienza medica", ma per ragioni di protezione dalle violazioni di diritti umani.

Cosa questa legge proteggeva (e deve proteggere):

  1. Protezione dal danno arbitrario
    • Prescrivibilità restrittiva = Nessun bambino può essere medicalizzato per capriccio o pressione scolastica
    • Un pediatra o insegnante non può dire ai genitori: "Vostro figlio ha bisogno di psicofarmaci" senza controllo rigoroso
  2. Protezione dall'esperimento scolastico
    • Divieto di test psicologici coercitivi nelle scuole = I bambini non sono cavie per diagnosi di massa
    • Scuola ≠ Clinica psichiatrica
  3. Protezione dal controllo chimico mascherato da cura
    • Sorveglianza clinica rigorosa = Verificare che il farmaco sia davvero terapeutico, non sedativo comportamentale
    • Qualsiasi prescrizione deve essere documentata e giustificabile in una corte

Il pericolo attuale (senza questa legge):

Nel 2025, SENZA una legge restrittiva, chiunque (scuola, medico curante, psicologo locale) può pressare i genitori a "far diagnosticare" il figlio come ADHD e metterlo su metilfenidato.

Non c'è protezione legale contro questo arbitrio.

Un genitore che rifiuta la prescrizione può essere:

  • Accusato di "negligenza genitoriale" (rischio affidamento)
  • Pressato dalla scuola (rischio bocciatura/esclusione)
  • Giudicato "resistente al trattamento medico"

I diritti umani del bambino rimangono vulnerabili.

Cosa manca nella versione attuale (che la legge 2008 prevedeva):

❌ Nessun controllo indipendente su chi prescrive psicofarmaci ai minori
❌ Nessun diritto di ricorso del minore/genitori se la diagnosi è contestata
❌ Nessuna trasparenza su quanti bambini ricevono diagnosi "borderline" vs clinicamente certa
❌ Nessuna protezione da pressioni istituzionali (scuola, servizi sociali)
❌ Nessun obbligo di consultazione multidisciplinare prima della prescrizione

Invitiamo il Parlamento a:

  1. Approvare immediatamente la legge 2008 con eventuali aggiornamenti tecnici, per stabilire:
    • Chi può prescrivere psicofarmaci ai minori (neuropsichiatra specializzato, non medico generico)
    • Quali diritti ha il minore e i genitori di rifiutare/ricorrer
    • Quale sorveglianza indipendente deve accompagnare ogni prescrizione
    • Quale documentazione è obbligatoria e pubblica
  2. Istituire una Commissione Parlamentare d'Inchiesta su:
    • Quanti bambini ricevono diagnosi "borderline" vs clinicamente verificate
    • Quante prescrizioni sono dettate da pressione scolastica vs necessità clinica
    • Quanti bambini vorrebbero sospendere il farmaco ma non possono per pressione familiare/medica
  3. Proteggere il diritto dei minori a:
    • Rifiutare qualsiasi prescrizione psicofarmacologica
    • Ricevere una second opinion indipendente
    • Sapere che il loro corpo non è arbitrariamente disponibile al controllo chimico dello Stato

Questo NON è anti-medico. È pro-diritti umani.

Esattamente come proteggiamo i bambini dalla sperimentazione medica coercitiva, dalla prostituzione, dal lavoro minorile, dobbiamo proteggerli dalla medicalizzazione forzata.

Una legge che dice "i bambini non possono essere arbitrariamente medicalizzati" è una legge che protegge la dignità umana dal potere medico statale incontrollato.

Il Parlamento ha il dovere di approvare questa legge. Il ritardo di 17 anni è già una violazione di diritti umani.

Appello alle Organizzazioni per i Diritti Umani

Il silenzio delle organizzazioni per i diritti umani italiane sul fenomeno del raddoppio di psicofarmaci ai minori rappresenta un'assenza strategica significativa. Mentre il Comitato Cittadini per i Diritti Umani (CCDU) a livello internazionale ha già documentato e denunciato la pratica di somministrare psicofarmaci come sedativi comportamentali (particolarmente nei contesti di affido e giustizia minorile), in Italia Cittadinanzattiva, Unicef Italia, Save the Children Italia, e altre organizzazioni storiche per i diritti dell'infanzia non hanno ancora rilasciato dichiarazioni coordinative sulla rivelazione dell'Aifa.

Informazioni e Risorse per Genitori: Conoscere i Vostri Diritti

Fondazione per un Mondo Libero dalla Droga / NO ALLA DROGA

  • Chi sono: Organizzazione educativa internazionale e attiva in Italia dal 2009, impegnata da vent’anni nella prevenzione e sensibilizzazione sui rischi di droghe e abuso di sostanze, inclusi i farmaci psicotropi e prescritti.
  • Cosa offrono: Opuscoli tematici, manuale didattico aggiornato per insegnanti, documentario DVD gratuito, video di testimonianze ed esperienze vere, guide specifiche come La Verità sull’Abuso di Farmaci Prescritti (PDF).
  • Target: Genitori, insegnanti, studenti, comunità giovanili.
  • Dove trovare i materiali: https://www.noalladroga.it/
  • Perché è rilevante qui: La Fondazione aiuta a chiarire la linea sottile tra uso terapeutico e abuso di farmaci legali, specialmente nei minori. Materiali e consulti permettono di riconoscere i segnali di dipendenza, affrontare la pressione sociale e scolastica, e prevenire derive verso una medicalizzazione ingiustificata.
Se ti sembra che il farmaco sia l'unica soluzione, ricorda che la dipendenza – anche da farmaci prescritti – può essere affrontata, compresa e superata. Non sei solo: informarsi, chiedere aiuto e condividere le difficoltà è il primo passo per ritrovare speranza e proteggere davvero tua/o figlia/o.

Questa è un'opportunità cruciale. L'approvazione del Rapporto OsMed 2024 potrebbe catalizzare una mobilitazione nazionale intorno a tre assi:

  1. Investigazione su strutture per minori (affidamenti, istituti penali, comunità terapeutiche): Quanti bambini ricevono psicofarmaci come "contenimento comportamentale" piuttosto che per diagnosi clinica verificata?
  2. Proposta di normativa europea: Una dichiarazione congiunta delle organizzazioni italiane potrebbe spingere il Parlamento Europeo a fissare standard comuni sulla prescrizione di psicofarmaci pediatrici.
  3. Campagna di sensibilizzazione scolastica: Educazione dei genitori, insegnanti, pediatri su cos'è (e non è) un disturbo mentale diagnosticabile vs. comportamento adolescenziale normale.

Invitiamo le organizzazioni per i diritti umani a: Convocare una conferenza stampa congiunta; Presentare una risoluzione al Parlamento; Lanciare un'inchiesta indipendente nei contesti di vulnerabilità (affido, carceri minorili, comunità).

Il Costo Nascosto: Una Generazione di Diritti Violati

Quali diritti sono violati?

  1. Il diritto alla libertà cognitiva e psicologica
  2. Bambini a cui è stato insegnato chimicamente che "il loro cervello non funziona normalmente" durante gli anni critici dello sviluppo dell'identità. Non possono sviluppare l'immagine di sé naturalmente.
  3. Il diritto all'autonomia decisionale
  4. Un bambino di 6 anni (età minima di prescrizione metilfenidato) non può dare "consenso informato" a una terapia farmacologica permanente. Anche a 12-17 anni, il cervello non è maturo per decidere di diventare "dipendente da farmaci per tutta la vita."
  5. Il diritto a un'infanzia libera da medicalizzazione
  6. Essere etichettato come "malato mentale" per comportamenti che potrebbero essere semplicemente adolescenza, iperattività normale, o reazione a un sistema scolastico disfunzionale, rappresenta una violazione della dignità umana.
  7. Il diritto a non essere strumento di profitto
  8. Ogni prescrizione di psicofarmaco pediatrico genera ricavi per l'industria farmaceutica. Quando il numero di prescrizioni raddoppia in 10 anni, la domanda legittima è: "È davvero necessario medicamente, o è stimolato da incentivi economici?"
  9. Il diritto all'informazione trasparente sui rischi
  10. I genitori sono stati informati correttamente che il 60-80% dei pazienti che iniziano psicofarmaci in adolescenza sperimenta ricadute quando li sospendono? Che modificano permanentemente la plasticità cerebrale? Che il rischio di dipendenza psicologica è reale?

La violazione strutturale: Nessuno chiede permesso

L'implicazione generazionale: Ciclo intergenerazionale di disempowermentUn adulto che è stato medicalizzato da bambino insegnerà ai propri figli: "I problemi psicologici si risolvono con i farmaci, non con l'autonomia e la resilienza."

Conclusione: Una questione di giustizia, non di economia

Quando Lo Stato Etichetta i Bambini come "Malati": La Retorica Pericolosa di Aifa

I dati economici del Rapporto OsMed 2024 mostrano una spesa farmaceutica totale di 37,2 miliardi di euro. Ma esiste un costo "nascosto" che nessuno sta quantificando e che riguarda qualcosa di più prezioso del denaro: i diritti umani fondamentali di una generazione di bambini e adolescenti.

Se il 51% dei minori riceve almeno una prescrizione farmaceutica, e il 45-65% di chi inizia psicofarmaci in età pediatrica continua la terapia fino all'età adulta (secondo studi epidemiologici internazionali), significa che nel 2045 circa 1,5-2 milioni di italiani adulti avranno trascorso la propria infanzia e adolescenza sotto regime farmacologico iniziato senza loro consenso informato.

A un bambino NON viene chiesto se vuole assumere psicofarmaci. La decisione è presa da adulti (medici, genitori, insegnanti che pressano genitori). Il bambino non ha voce. Non ha diritto di ricorso. Non può rifiutare.

Questo è il meccanismo di base di qualsiasi violazione di diritti umani: coloro che subiscono le conseguenze non hanno alcun potere decisionale.

Il diritto all'autodeterminazione psicologica viene trasmesso come violazione, non come valore.

Non si tratta di "risparmiare soldi al SSN" o "investire in alternative."

Si tratta di una questione fondamentale: Uno Stato che somministra psicofarmaci a 1,5-2 milioni di minori nel giro di una generazione sta violando i diritti umani fondamentali di quei bambini.

Una generazione di adulti che raggiungerà la maturità consapevole che la loro infanzia è stata farmacologicamente gestita da terzi – senza loro consenso e senza loro voce – rappresenta un debito etico che il sistema italiano dovrà affrontare.

Questo è il costo nascosto: la perdita della dignità umana di una generazione.

Il comunicato ufficiale del presidente dell'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), Robert Giovanni Nisticò, del 9 novembre 2025, contiene una frase che merita attenzione critica non per ragioni tecniche, ma per ragioni etiche di fondo:

"Il Rapporto OsMed evidenzia un incremento significativo dell'utilizzo di psicofarmaci nei minori, riflettendo la crescente attenzione alla salute mentale in età evolutiva. Questo rappresenta un progresso verso il riconoscimento dei bisogni psichiatrici dei giovani italiani."

Cosa questa affermazione nasconde:

Quando uno Stato (rappresentato dalla sua agenzia dei farmaci) definisce il raddoppio di psicofarmaci prescritti ai bambini come "progresso" e "riconoscimento dei bisogni", sta implicitamente compiendo un atto di reclassificazione etichettante: trasforma bambini che fino a ieri erano "normali" in bambini che oggi sono "malati psichiatri".

Il meccanismo nascosto della violazione di dignità:

Fase 1: Normalizzazione del farmaco
"Crescente attenzione alla salute mentale" → suona positivo, progressista, compassionevole.

Fase 2: Patologizzazione dell'infanzia
Se "l'attenzione cresce" e "il numero di bambini malati raddoppia", allora il bambino medio è ora patologico dove prima era semplicemente bambino.

Fase 3: Medicalizzazione come controllo
Una volta che il bambino è stato etichettato come "malato", il farmaco diventa "necessario", "scientifico", "inevitabile".

Fase 4: Perdita di dignità umana
Il bambino perde il diritto di essere semplicemente se stesso. È ora un "caso psichiatrico", anche se il suo comportamento potrebbe essere normalissimo.

La violazione di fondo: Ridefinire i Diritti Umani come "Bisogni Psichiatrici"

Quando Aifa dice "riconoscimento dei bisogni psichiatrici", sta compiendo un passaggio linguistico fondamentale:

  • Prima: Il bambino aveva il diritto umano di essere se stesso, di giocare, di fare errori, di imparare dai fallimenti.
  • Dopo: Il bambino ha un "bisogno psichiatrico" che solo i farmaci possono soddisfare.

Questo NON è "progresso". È la ridefinizione della dignità umana nei termini del sistema medico.

La domanda che nessuno pone:

Se i "bisogni psichiatrici" dei giovani italiani sono raddoppiati in 10 anni, significa:

A) I giovani italiani di oggi sono biologicamente due volte più malati mentalmente dei giovani di 10 anni fa?

oppure

B) Il sistema di diagnosi e prescrizione è diventato due volte più aggressivo, etichettando come "malato" quello che prima era considerato normale?

Aifa non si pone questa domanda. Sceglie di sottintendere che sia la risposta A.

Questo è il framing pericoloso: non che il bambino sia diventato malato, ma che siamo bravi a riconoscere la sua malattia.

Il costo etico di questa retorica:

Quando uno Stato definisce il raddoppio di psicofarmaci pediatrici come "progresso", sta:

  1. Negando il diritto alla libertà di diagnosi – Il bambino non può opporsi, la diagnosi è "scientifica"
  2. Legittimando la medicalizzazione – Se è "progresso", è morale
  3. Trasferendo la responsabilità – Se il bambino peggiora, è "resistente al trattamento", non "effetto collaterale"
  4. Privatizzando il controllo sociale – Non più insegnanti che riprendono il bambino, ma psichiatri che lo dosano

I Bambini Non Si Toccano: Una Dichiarazione di Principio

La frase "i bambini non si toccano" non significa "non curiamoli". Significa: i diritti umani fondamentali dei bambini non sono negoziabili.

Il diritto di un bambino di:

  • Essere se stesso senza etichetta
  • Sviluppare il proprio sé senza mediazione farmacologica
  • Fare errori e imparare, non essere controllato chimicamente
  • Dire "no" a un trattamento che non comprende

...sono sacri e inalienabili.

Quando Aifa definisce il raddoppio di psicofarmaci come "progresso", sta violando questi diritti. Non per malvagità, ma per ridefinizione linguistica della dignità umana in termini medici.

La Conseguenza Storica:

Una generazione di bambini italiani crescerà sapendo che il loro Stato li ha etichettati come "malati" non per malattia reale, ma per "riconoscimento dei bisogni".

Quando raggiungeranno l'età adulta consapevole, chiederanno: "Perché mi è stato tolto il diritto di essere bambino?"

E lo Stato risponderà: "Era progresso."

Questo è inaccettabile da una prospettiva di diritti umani.

Auspicio:Anche da situazioni di disagio profondo o dipendenza psicofarmacologica si può riemergere. Ogni giorno è buono per informarsi, chiedere aiuto, ripensare le scelte già fatte e reclamare il diritto a una vita piena e libera, per sé e per i propri figli. Nessun cammino di rinascita è facile o lineare, ma non si è mai soli: la dignità e il futuro dei bambini e delle famiglie meritano ascolto, rispetto e azioni consapevoli.


⚖️ DISCLAIMER EDITORIALE

Fonti ufficiali dei dati

Tutti i dati quantitativi e statistici contenuti in questo articolo sono tratti esclusivamente dal:

  • Rapporto OsMed 2024: L'uso dei farmaci in Italia – Rapporto Nazionale Anno 2024
  • Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA)
  • Presentato il 9 novembre 2025 a Roma
  • Fonte ufficiale: https://www.aifa.gov.it/rapporti-osmed
  • ISBN: 9791280335678

Nessun dato è stato inventato, stimato o sintetizzato da altre fonti. I numeri riportati (prevalenze, consumi in confezioni per 1000 bambini, incrementi percentuali, dati regionali, differenze di genere) provengono unicamente dalla documentazione ufficiale dell'Agenzia Italiana del Farmaco.

Riferimenti internazionali e letteratura secondaria

La sezione intitolata "Una generazione a rischio tra opportunità terapeutica e preoccupazione clinica" contiene riflessioni critiche basate su letteratura scientifica internazionale e non rappresenta conclusioni ufficiali dell'Aifa. Nello specifico, i seguenti elementi si basano su:

  • Studi epidemiologici internazionali pubblicamente disponibili riguardanti tassi di persistenza terapeutica (45-65%), rischi di ricaduta (60-80%), e impatti neurobiologici degli psicofarmaci in adolescenti
  • Letteratura scientifica internazionale su effetti a lungo termine della farmacoterapia pediatrica e sviluppo neurologico (atrofia prefrontale, disfunzione dei circuiti della ricompensa)
  • Ricerca psicologica clinica riguardante stigma interiorizzato, autoefficacia, e dipendenza dal sistema medico in pazienti pediatrici in trattamento prolungato

Questi riferimenti non sono attribuiti a dati AIFA, ma rappresentano interpretazioni critiche e riflessioni basate su evidenze scientifiche consolidate internazionalmente. Sono chiaramente distinguibili dal corpo principale dell'articolo che riporta dati ufficiali verificati direttamente dal Rapporto OsMed 2024.

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Osservatorio Nazionale sull'Utilizzo dei Medicinali. (2025). L'uso dei farmaci in Italia: Rapporto Nazionale Anno 2024. Agenzia Italiana del Farmaco, Roma. ISBN 9791280335678.

Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) — Rapporto OsMed 2024: L'uso dei farmaci in Italia. Rapporto Nazionale Anno 2024 (novembre 2025). [https://www.aifa.gov.it/rapporti-osmed (consultato 11 novembre 2025).

Glossario

  • ADHD: Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività caratterizzato da difficoltà di attenzione, iperattività e impulsività. Nel 2024, disturbo più frequentemente trattato con psicofarmaci nei minori italiani (0,13% di prevalenza). Spesso diagnosticato sulla base di comportamento scolastico piuttosto che su criteri clinici verificati.
  • Acido Valproico: Stabilizzatore dell'umore e anticonvulsivante. Nel 2024, rapporto prescrizione M/F è 2:1 (doppio nei maschi). Rischio teratogeno documentato limita l'uso nelle donne in età fertile. Utilizzato per disturbi bipolari e aggressività nei minori.
  • Antidepressivi: Farmaci che modificano i livelli di neurotrasmettitori (serotonina, noradrenalina, dopamina) nel cervello. Nel 2024: prevalenza 0,23%. Comportano rischi di dipendenza psicologica e sindrome da sospensione.
  • Antipsicotici: Farmaci che bloccano i recettori della dopamina nel cervello. Utilizzati nel trattamento di disturbi psicotici e bipolari, ma sempre più prescritti off-label a minori per disturbi comportamentali. Nel 2024 rappresentano la categoria più prescritta (0,32% di prevalenza). Includono aripiprazolo, risperidone, olanzapina.
  • Aripiprazolo: Antipsicotico di seconda generazione. Nel 2024 è il principio attivo più prescritto ai minori italiani (13,5 confezioni per 1000 bambini). Autorizzato dai 13 anni per disturbi psicotici e bipolari, ma prescritto off-label per problemi comportamentali.
  • Aifa: Agenzia Italiana del Farmaco. Ente governativo italiano responsabile di autorizzazione, sorveglianza e controllo dei farmaci. Pubblica il Rapporto OsMed annualmente.
  • Autonomia Decisionale: Diritto del minore di partecipare alle decisioni che lo riguardano, specialmente decisioni mediche permanenti. Nel contesto di psicofarmaci pediatrici, frequentemente violato: un bambino di 6 anni non può rifiutare metilfenidato che assumerà per anni.
  • Consenso Informato: Diritto del paziente (o genitori/tutori nei minori) di ricevere informazione completa e imparziale sui rischi/benefici di un trattamento. Nel caso di psicofarmaci pediatrici, spesso violato: genitori non ricevono informazione su tassi di ricaduta (60-80%) o dipendenza psicologica.
  • Consenso Informato Coatto: Situazione in cui genitori "scelgono" psicofarmaco per minore, ma la scelta non è libera perché pressati da scuola, minaccia di affidamento, esclusione scolastica. Violazione di diritti umani.
  • Controllo Chimico: Uso di psicofarmaci primariamente per sedazione comportamentale, non per trattamento di patologia clinica verificata. Documentato soprattutto nei contesti di affidamento e carceri minorili (55% dei minori IPM riceve antipsicotici per "gestione comportamentale").
  • DDD (Dose Definita Giornaliera): Unità di misura tecnica per standardizzare il consumo farmaceutico indipendentemente dalla dose singola. Consente confronti tra farmaci diversi e periodi temporali.
  • Depakote: Marchio commerciale dell'acido valproico.
  • Dipendenza Psicologica: Condizione in cui il soggetto psicologicamente crede di aver bisogno del farmaco per funzionare, anche se biologicamente potrebbe esserne seveso. Nel bambino, rischio alto: impara che "il mio cervello non funziona senza pillole", sviluppa dipendenza psicologica per tutta la vita.
  • Disturbo della Condotta: Disturbo neuropsichiatrico caratterizzato da comportamenti aggressivi, distruttivi e violazione di regole. Colpisce prevalentemente i maschi. Frequentemente trattato con antipsicotici nei minori.
  • Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC): Disturbo d'ansia caratterizzato da ossessioni (pensieri intrusivi) e compulsioni (comportamenti ripetitivi). Trattato con SSRI come sertralina nei minori.
  • DPA: Disturbo da Deficit di Attenzione senza Iperattività.
  • Dopamina: Neurotrasmettitore modificato dagli antipsicotici e stimolanti. Implicato in attenzione, motivazione, movimento. Blocco prolungato può avere effetti negativi sullo sviluppo neurologico adolescenziale.
  • Etichettamento Diagnostico: Assegnazione formale di diagnosi psichiatrica. Nel contesto di diritti umani: il bambino perde il diritto di essere "se stesso" e diventa "ADHD", "depresso", "ansioso". Comporta stigma, auto-percezione di inferiorità, perdita di autonomia.
  • Fluoxetina: Antidepressivo SSRI. Uno dei più prescritti a minori per depressione e disturbi d'ansia.
  • Incidenza: Numero di nuovi casi di una condizione in un periodo di tempo. Diversa da "prevalenza" (totale di tutti i casi).
  • Metilfenidato: Psicostimolante prescritto per l'ADHD dai 6 anni in su. Nel 2024 è salito al 27esimo posto tra i farmaci pediatrici più prescritti. Rapporto prescrizione M/F è 5:1 (molto più prescritto a maschi). Rischi: dipendenza, effetti cardiovascolari, soppressione dell'appetito.
  • Medicalizzazione: Processo mediante il quale comportamenti o condizioni normali vengono ridefiniti come problemi medici che richiedono intervento farmacologico. Nel contesto pediatrico: trasformare iperattività normale, adolescenza, reazioni a sistema scolastico disfunzionale in "disturbi mentali".
  • Neurogenesi: Generazione di nuovi neuroni nel cervello. Processo critico durante l'adolescenza. Modificato dagli antidepressivi e altri psicofarmaci. Possibili effetti negativi sul sviluppo cognitivo dei minori non sono ben documentati nel lungo termine.
  • Neuropsichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza (NPIA): Servizi pubblici specializzati nel trattamento di disturbi neuropsichiatrici pediatrici. In Italia, disomogeneamente distribuiti: nord-est ha copertura migliore, sud ha carenze significative. Disparità regionali riflettono disomogeneità nella rete.
  • Olanzapina: Antipsicotico di seconda generazione. Frequentemente prescritto off-label a minori per disturbi comportamentali.
  • Off-label: Utilizzo di un farmaco per indicazioni diverse da quelle approvate dall'agenzia regolatoria. Esempio: Aripiprazolo è approvato per schizofrenia nei ragazzi 13+, ma è prescritto off-label per disturbi comportamentali nei bambini 6-12 anni. Legale ma eticamente discutibile.
  • OsMed: Osservatorio Nazionale sull'Utilizzo dei Medicinali dell'Aifa. Centro dell'Aifa che pubblica rapporti annuali sull'uso dei farmaci in Italia. Fonte ufficiale per tutti i dati del presente articolo. Rapporto OsMed 2024 presentato 9 novembre 2025.
  • Paroxetina: Antidepressivo SSRI. Utilizzato per depressione, disturbi d'ansia e fobie sociali nei minori.
  • Patologizzazione dell'Infanzia: Atto di trasformare il comportamento normale del bambino in patologia. Quando raddoppia il numero di diagnosi senza che i fattori biologici reali siano raddoppiati, è patologizzazione. Spesso guidata da pressioni scolastiche o sociali.
  • Piano Terapeutico: Documento clinico obbligatorio che accompagna la prescrizione di metilfenidato ai minori. Deve essere approvato da Centro di Riferimento regionale e neuropsichiatra. Teoricamente garantisce controllo, nella pratica spesso è procedura burocratica.
  • Plasticità Sinaptica: Capacità del cervello di formare nuove connessioni neurali. Massima durante l'adolescenza (12-25 anni). Gli psicofarmaci modificano la plasticità sinaptica. Effetti a lungo termine su sviluppo cerebrale sono poco conosciuti nei minori.
  • Prevalenza: Percentuale di individui affetti da una condizione in una data popolazione in un determinato periodo di tempo. Nel rapporto OsMed, "prevalenza dello 0,57%" significa che il 0,57% dei minori italiani riceve almeno una prescrizione di psicofarmaci nel 2024.
  • Ricaduta: Percentuale di pazienti che sperimenta reattivazione di sintomi quando sospende psicofarmaci. Nel contesto di depressione e psicosi, frequente (60-80%). Crea ciclo perpetuo: inizio → continuazione → ricaduta → nuovo inizio.
  • Risperidone: Antipsicotico di seconda generazione. Rapporto prescrizione M/F è 3:1. Maggiori rischi di effetti metabolici (aumento di peso, diabete) rispetto ad altri antipsicotici. Prescritto off-label per disturbi comportamentali nei minori.
  • Serotonina: Neurotrasmettitore modificato dagli antidepressivi SSRI. Implicato in umore, sonno, appetito. Modifiche prolungate nei minori possono avere conseguenze a lungo termine non completamente note.
  • Sertralina: Antidepressivo SSRI. Nel 2024, uno dei tre principi attivi più prescritti ai minori italiani (9,9 confezioni per 1000 bambini). Usato per depressione, disturbi d'ansia e disturbo ossessivo-compulsivo.
  • SSRI (Inibitori Selettivi della Ricaptazione della Serotonina): Sottoclasse di antidepressivi che agiscono specificamente sulla serotonina. Esempi: sertralina, fluoxetina, paroxetina. Relativamente "sicuri" nei minori secondo linee guida ufficiali, ma rischi di suicidalità in età adolescenziale sono documentati.
  • Stabilizzatore dell'Umore: Classe di farmaci utilizzati per il trattamento di disturbi bipolari e disturbi dell'umore. Esempio: acido valproico. Utilizzati off-label per aggressività e problemi comportamentali nei minori.
  • Stimolante/Psicostimolante: Classe di farmaci che aumenta l'attività del sistema nervoso centrale. Esempio: metilfenidato. Utilizzato per ADHD, ma comporta rischi di dipendenza e effetti cardiovascolari.
  • Sindrome da Sospensione: Sintomi sgradevoli (mal di testa, ansia, insonnia) che si manifestano quando si interrompe un psicofarmaco dopo uso prolungato. Frequente con antidepressivi. Contribuisce alla dipendenza psicologica.
  • Tassi di Persistenza Terapeutica (45-65%): Percentuale di pazienti che, dopo aver iniziato psicofarmaci, continua il trattamento dopo N anni. Nel contesto pediatrico: se un bambino inizia a 6 anni con metilfenidato, 45-65% continua fino all'adolescenza e/o età adulta.