BAGHDAD -- Ha causato almeno sei vittime - e dieci feriti - l’attentato di domenica mattina contro l’Hotel Baghdad, presunta sede dei servizi di sicurezza statunitensi in Iraq. Un'autobomba ha scatenato l’esplosione che ha scosso il centro della capitale irachena e il cui boato è stato udito a isolati di distanza. Lo riferisce un portavoce militare statunitense.
l’albergo finito nel mirino è quello che, a Baghdad, in molti ritengono essere il quartier generale della Cia nel Paese: la struttura, comunque, ospita anche rappresentanti del Governo provvisorio americano in Iraq.
Il colonnello Peter Mansoor sottolinea che il bilancio delle vittime riflette le notizie in possesso delle forze armate statunitensi. Si tratta, per la quasi totalità , di iracheni, ad eccezione di un impiegato dell’amministrazione Usa, leggermente ferito e già dimesso dall’ospedale. "Posso confermare - aggiunge Mansoor - che non ci sono vittime all’interno dell’Hotel, la cui struttura non ha riportato danni significativi".
Diverso il bollettino delle perdite stilato dalla polizia irachena, che parla di almeno sette morti - e qui la differenza è poco sensibile - ma riporta anche oltre 40 feriti. Fonti ospedaliere, infine, riferiscono di 32 feriti, quattro dei quali in gravi condizioni. Secondo un giornalista di "Time", che è stato in grado di parlare con alcuni funzionari dell’ospedale "Kindi", la maggior parte dei feriti sono membri della polizia irachena.
I primi resoconti, in effetti, riferivano di significativi danneggiamenti alla struttura dell’edificio in conseguenza dell’esplosione di una vettura carica di esplosivo che ha forzato un posto di blocco. Mansoor ha tuttavia precisato che la polizia irachena ha fatto fuoco contro l’uomo alla guida dell’autobomba, evitando che l’esplosione avvenisse nelle immediate vicinanze dell’hotel, ma a 100 metri di distanza dall’edificio.
Un punto, tuttavia, è certo, spiega Mansoor. "Hanno condotto a termine il loro lavoro: avevano messo in conto ingenti perdite, ma la sicurezza ha risposto nella maniera ottimale".
Paul Bremer, governatore civile dell’Iraq, ha diffuso una nota ufficiale nella quale esprime, a nome del Governo iracheno a interim che presiede, il massimo rincrescimento per la tragedia odierna, rivolgendo allo stesso tempo le proprie condoglianze alle famiglie delle vittime. "Non ci faremo intimidire da simili atti - ha detto - e troveremo e assicureremo alla giustizia i responsabili di questo sanguinario attentato".
Con quello odierno salgono a quattro gli attentati maggiori avvenuti in Iraq dall’inizio di agosto, per un bilancio complessivo di morti che supera le 120 vittime.
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