Bari: Pietro Vitale - Un militare italiano è stato ucciso da un cecchino mentre “era di guardia a una torretta del sud della zona sotto controllo italiano“, come ha riferito il ministro La Russa. Il soldato è caduto nella base di Buji. Il proiettile è penetrato in prossimità della spalla, nella parte lasciata scoperta dal giubbetto. La vittima si chiamava Matteo Miotto, aveva 24 anni, era in forza al 7° reggimento alpini di Belluno ed era in missione da luglio.“Ci sono stati troppi lutti in Afghanistan tra i nostri soldati“, ha commentato ancora La Russa, che annuncia di voler andare in Afghanistan subito dopo i funerali del giovane militare morto. Chi era il soldato ucciso - Si chiamava Matteo Miotto e aveva 24 anni il soldato italiano ucciso, il 35esimo dall’inizio della missione del nostro Paese a Kabul, iniziata nel 2004. Arrivato in Afghanistan a luglio, Miotto era un caporal maggiore degli Alpini, veniva da Thiene (Vicenza) ed era in forze nel settimo reggimento Alpini di Belluno. Alla sua famiglia il ministro La Russa ha inviato un telegramma con queste parole: “In questo dolorosissimo momento partecipo con profonda commozione, unitamente a tutto il personale delle Forze Armate, alla perdita di Matteo, generosamente impegnato in una missione di grande valore umanitario. Il suo ricordo rimarrà per sempre nella memoria di chi crede nella pace e nella solidarietà fra i popoli. Vogliate accogliere le espressioni delle più sentite condoglianze“. La lettera di Matteo: “Ogni metro può essere l’ultimo“ - “Siamo il primo mezzo della colonna, ogni metro potrebbe essere l’ultimo, ma non ci pensi“. Così Matteo Miotto raccontava la tensione delle perlustrazioni con il “Lince“ nella valle del Gulistan in una toccante lettera pubblicata dal sito online del “Gazzettino“, poche settimane dopo l’agguato in cui, il 9 ottobre, erano morti quattro alpini del settimo reggimento di Belluno, quello a cui apparteneva anche lui. “La testa è troppo impegnata a scorgere nel terreno qualcosa di anomalo - spiegava Matteo -, finalmente siamo alle porte del villaggio... Veniamo accolti dai bambini che da dieci diventano venti, trenta, siamo circondati, si portano una mano alla bocca ormai sappiamo cosa vogliono: hanno fame...“. L’alpino ringraziava poi in Italia quanti “vogliono ascoltare i militari in missione, e ci degnano del loro pensiero - proseguiva - solo in tristi occasioni, come quando il tricolore avvolge quattro alpini morti facendo il loro dovere“. La missiva era stata accompagnata sul sito del quotidiano veneto da una bella foto di Matteo sulla torretta di un blindato, con in mano la bandiera tricolore sulla quale aveva aggiunto a pennarello “Thiene“. Il cordoglio di Napolitano - Sulla tragedia è intervenuto anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ha detto di aver “appreso con profonda commozione la notizia dell’attentato nel distretto di Gulistan in cui ha perso la vita un militare italiano, impegnato nella missione internazionale per la pace e la stabilità in Afghanistan, esprime i suoi sentimenti di solidale partecipazione al dolore dei famigliari del caduto e al cordoglio delle Forze Armate“. Berlusconi: profondamente addolorato - “Ho appreso con dolore la notizia dell’uccisione del nostro militare in Afghanistan. Tutto il governo è vicino alla sua famiglia a cui cercheremo di offrire il massimo sostegno possibile. Ribadiamo la nostra gratitudine a tutti i nostri ragazzi che consentono al nostro Paese di operare per la pace, non solo in Afghanistan, ma in molte altre parti del mondo“. Queste le parole di un messaggio del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che ha voluto esprimere il cordoglio per la morte del nostro soldato.
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