Tonna Caso Parmalat, le banche sono complici o no? chiederemo risarcimenti

Un risarcimento miliardario. Il commissario straordinario di Parmalat, Enrico Bondi, ammette che non sarà trascurata nessuna strada per recuperare risorse per l’azienda. In altre parole i nuovi dirigenti del gruppo di Collecchio potrebbero battere casa presso quelle banche estere coinvolte nel crac. E stamane in Procura sono arrivati quattro funzionari della Deutsche Bank per essere interrogati.

Intanto terzo giorno di interrogatori per Fausto Tonna. L’ex direttore finanziario di Parmalat è giunto in procura a Parma per essere nuovamente sentito dai pm Ioffredi e Cavallari. Mentre non è ancora rientrato in Italia l’ex presidente di Parmalat Venezuela, Giovanni Bonici. Secondo il suo legale arriverà solo a fine settimana, e verrà immediatamente ascoltato.

Negli interrogatori precedenti, ventiquattro ore in due giorni, Tonna si è soffermato a lungo sul ruolo avuto dagli istituti di credito nel crac del gruppo di Collecchio. Silenzi, complicità , errori. Bond emessi sul mercato quando già si palesava all’orizzonte la dèbacle. Accordi sottobanco, movimenti sospetti all’interno delle varie società del gruppo. Tonna ha fatto i nomi di Intesa, Capitalia, San Paolo, Mps, Santander, J P Morgan, Citigroup, e Bank of America. A questo punto le indagini non riguarderanno soltanto i bond, ma anche i movimenti bancari italiani ed esteri.