ROMA, IN CORSO MARCIA PER CHIEDERE LIBERAZIONE GIULIANA SGRENA

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ITALY, È partito intorno alle 14:30 il corteo organizzato a Roma dal quotidiano ’Il Manifesto’ per chiedere la liberazione della giornalista Giuliana Sgrena, rapita in Iraq lo scorso 4 febbraio. Alla manifestazione sono presenti circa 500.000 persone, secondo gli organizzatori; molti i rappresentanti dell’opposizione scesi in strada in prima persona, oltre al compagno della donna, Pier Scolari, e ai genitori.

Tantissime, in un pomeriggio uggioso in cui il cielo minaccia pioggia, le bandiere multicolore della pace e i gonfaloni dei comuni e delle Province di molte regioni italiane. Tra le voci levatesi per chiedere la liberazione di Giuliana Sgrena ci sono state quelle dell’ex-presidente della Commissione europea, Romano Prodi, del direttore del ’Manifesto’, Gabriele Polo, e del cardinale di Genova, Tarcisio Bertone. Quest’ultimo ha sottolineato la necessità di “un recupero del rispetto della dignità umana e in particolare della donna” Giuliana Sgrena, sottoposta a strumentalizzazione, secondo il porporato. “C’è una partecipazione enorme sia in termini di persone sia di qualità .

Non sono in grado di quantificarla, ma è più di quello che ci aspettavamo” ha dichiarato all’agenzia ’Ansa’ Polo, mentre Prodi ha tenuto a precisare che l’italiana rapita “ha fatto la sua vita di giornalista, testimoniando la sofferenza dei popoli. Una testimonianza portata avanti per molti anni, non costruita in un giorno. Vorrei che i Paesi arabi tenessero presente questo”.

In mattinata la televisione araba ’Al Jazeerà ha mostrato il video confezionato e diffuso dal ’Manifesto’ con le fotografie scattate dalla Sgrena, delle quali è presente una breve carrellata anche sul sito della MISNA. La manifestazione, che lentamente sta muovendosi da Piazza della Repubblica, nel centro di Roma, verso piazza di Porta Capena, è in corso e, oltre alla liberazione della Sgrena chiede ai rapitori di rilasciare anche la collega francese del quotidiano ’Liberation’, Florence Aubenas, rapita sempre in Iraq prima della giornalista del ’Manifesto’.[LL]

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