Sono un pendolare di Acerra che prende ogni giorno il treno da Napoli alle 15:35 per tornare a casa. Il treno in questione è il 12420 Napoli " Cassino, quattro carrozze a doppio piano che sono una summa della sporcizia e della inciviltà di TRENITALIA SpA che solo uno scrittore come Curzio Malaparte potrebbe provare a descrivere: pavimenti luridi, sedili macchiati da ogni genere di materiale organico o inorganico, i gabinetti molto simili alle latrine descritte da Primo Levi quando scrive della sua prigionia nel lager di Auschwitz, ecc. ecc.
Il più delle volte faccio il viaggio in piedi, anche se ci sono sempre i posti a sedere, e trattengo anche la più piccola esigenza fisiologica per il terrore di dover entrare in quelle “latrine”.
Oggi, poi, a tutta questa miseria si è unito il dramma di un ragazzo chiusosi nella ritirata, con la siringa a terra piena di sangue e quasi agonizzante. Il capotreno ha aperto con la sua chiave di servizio e ha subito tirato fuori il ragazzo con il determinante aiuto di due extracomunitari ( i nostri eroici italiani, “campioni del mondo”, se la filavano a cento all’ora!...). Mentre il capotreno probabilmente salvava la vita al ragazzo con i massaggi cardiaci, interveniva il Pronto Soccorso della stazione che, udite udite!, non aveva con sè neanche il Narcan, vasodilatatore salvavita nei casi di assunzione di eroina (per la cocaina il discorso è completamente diverso). Incredibile ma vero! Il Narcan è un prodotto che costa pochissimo e che si può prendere in qualsiasi farmacia senza prescrizione medica, confezione già pronta per l’uso, e l’ambulatorio della stazione di Napoli Centrale ne è sprovvisto!
Finalmente giungeva il 118 che trasportava il povero cristo in ospedale (dovrebbe farcela”¦).
Una giornata di ordinaria follia, quindi, che non ha bisogno di miei ulteriori commenti; gradirei invece conoscere la sua importantissima opinione.
La ringrazio e le invio cordiali saluti.
Giovanni Caporale
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