“MAGNAGRECIA” è la title-track dell’undicesimo album de IL PARTO DELLE NUVOLE PESANTI

Lunedì
23:24:22
Gennaio
31 2011

“MAGNAGRECIA” è la title-track dell’undicesimo album de IL PARTO DELLE NUVOLE PESANTI

Mentre la loro canzone “Onda Calabra” sta imperversando in quanto colonna sonora del film “Qualunquemente” di ANTONIO ALBANESE, in tutte le radio è in rotazione “MAGNAGRECIA”, title track del nuovo disco con ROY PACI alla tromba

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Si racconta, su un ritmo incalzante e con gli ottimi inserimenti di tromba di Roy Paci, la distruzione di un pezzo d’Italia, una terra bruciata, avvelenata, terremotata, ma che vuole resistere, non vuole morire e, per questo, è disposta ad accogliere chi arriva da fuori.
Dopo il successo dell’album “Il Parto”, i consensi dello pièce teatrale Slum e del film “I colori dell’abbandono”, Il Parto delle Nuvole Pesanti ritorna col nuovo album “Magnagrecia”, un flusso continuo di energia, poesia, tagliente ironia e ritmo musicale che scorre nei 12 brani dei tre storici musicisti della band: Salvatore De Siena, Amerigo Sirianni e Mimmo Crudo. Il nuovo disco segna un’ulteriore evoluzione della band dallo stile “etno-autorale” a quello “rock world music”, con inedite timbriche elettro-acustiche. E si presenta ricco di suoni crudi, ancestrali e futuristici prodotti con gli strumenti che più appartengono alla storia della band quali percussioni, cajon, fisarmonica, tamburelli, chitarre, mandolini, a cui si aggiungono quelli delle bande musicali meditarrenee, degli archi mitteleuropei e dei tanti collaboratori che fanno del lavoro un esempio di musica collettiva. I testi cantati, spesso in diverse lingue e dialetti, affrontano temi di attualità come lo spopolamento dei piccoli centri con dispersione di comunità e di culture, la mafia, l’ambiente, il viaggio, il diritto alla terra, alla vita e alla morte e raccontano storie di paesi abbandonati, rovine, viaggiatori, poveri, umili, emarginati, emigranti e immigrati, nelle diverse forme che assumono nello spazio e nel tempo. Ospiti d’eccezione sono il cantautore bolognese Claudio Lolli, il trombettista Roy Paci, la violinista magiara Zita (partecipazione con Zucchero, Morgan, Vecchioni), la vocalist iraniana Sepideh Raissadat “Sarvin” (ospite nel disco di Battiato, Fleur 2), la cantautrice Statunitense Amy Denio e la Banda di Fiati di Delianuova (diretta da Riccardo Muti al Festival Internazionale di Ravenna).
Quale sia il significato nascosto nel nome più poetico della storia del rock italiano non è dato sapere. Meglio lasciare alla fantasia di ognuno il piacere di scoprire cosa si celi dietro a Il Parto delle Nuvole Pesanti.
Nato a Bologna all’inizio degli anni ’90 dall’incontro di Salvatore De Siena con Amerigo Sirianni e Peppe Voltarelli, il gruppo (undici elementi) produce un demo nel 1992 (“Guerra al salario“) e realizza il primo album, “Alisifare”, nel 1994. Nel 1996, dopo l’ingresso nel gruppo di Mimmo Crudo, esce “Pristafora” (Ragnu Stortu, 1996).
L’album successivo “4 Battute di povertà ” vale al gruppo la partecipazione dalla rassegna del Club Tenco. Nel 2000 esce “Sulle ali della mosca” realizzato con la partecipazione di numerosi ospiti fra i quali Teresa De Sio. Nel 2001 il Parto delle Nuvole Pesanti realizza, con la Compagnia Kripton, lo spettacolo teatrale “Roccu U Stortu“, che poi diventerà un album dallo stesso titolo. Una partecipazione al disco-tributo a Luigi Tenco “Come fiori in mare“ (2001) e al disco-tributo a Sergio Endrigo “Canzoni per te“ (2002) precedono l’uscita del singolo “Attenzione all’estinzione“ (ancora 2002) e l’uscita della documentazione live di un rifacimento integrale di “Ho visto anche degli zigari felici” di Claudio Lolli, che partecipa alla rilettura. La collaborazione con Lolli continua con l’opera teatrale “Fango“, di Ernesto dello Jacono. Il gruppo suona anche all’estero, negli Stati Uniti e in Iraq (del viaggio in Iraq viene realizzato un film dal titolo “Sotto il cielo di Baghdad“ e del concerto a Baghdad viene tratto il live “Il cielo sopra Baghdad/L’altra faccia della guerra”. Successivamente il gruppo partecipa al disco-tributo a Fabrizio De Andrè “Mai più i cadaveri dei soldati” (2003) e realizza il film “Doichlanda“ con la regia di Giuseppe Gagliardi. A ottobre 2004 esce il nuovo album “Il parto” (Storie di Note, 2004), realizzato con la partecipazione di Claudio Lolli, Roy Paci, Marco Messina (99 Posse), Davide Van de Sfroos, Paolo Jannacci e della cantautrice statunitense Amy Denio. Il 2005 vede “Il Parto” impegnato in una lunga tournèe europea e in Bosnia, dove realizza il documentario “Il buio di Srebrenica”, diretto da Salvatore De Siena.
Nel 2006 entra nel gruppo Mirco Menna. Nello stesso anno la formazione fornisce la colonna sonora al DVD “Il caso Fortugno“, primo saggio multimediale sulla ’ndrangheta, contenente una banca dati navigabile di oltre 1600 documenti. Nel 2007 la band realizza il progetto artistico-culturale “La valigia d’identità “, viaggio a tappe fra l’Italia e la Germania, e interpreta - nella doppia veste di musicisti e attori - lo spettacolo teatrale “Slum“. Alla fine dell’anno esce la colonna sonora del film “L’abbuffata“ di Mimmo Calopresti, con musiche de Il Parto delle Nuvole Pesanti e di Sergio Cammariere. Nel 2008 esce il cofanetto “Slum”, il nuovo lavoro che contiene il Dvd dello spettacolo teatrale e il Cd delle musiche originali. Nel 2009 esce il film “I colori dell’abbandono“, nella cui colonna sonora sono inclusi alcuni inediti del gruppo.

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Source by Rockitalia


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